Credenze limitanti


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La mia insicurezza è fatta di una miriade di credenze limitanti generatesi ognuna con un pensiero negativo in una qualche giornata poco esaltante.

E più il pensiero si ripresenta alla mente, più questa produce un solco nel ricordo, creando una strada sempre più profonda e un comando automatico di comodo che al momento meno opportuno torna come una puntina sul disco di vinile, ad inciampare sempre su quel pensiero iniziale al quale la paura si aggrappa per impedirmi di rivivere quella esperienza sofferta, certa che il risultato non sarà diverso dall’originale.

E uno di questi pensieri si è insinuato ogni volta che le strade si sono riempite di neve e ghiaccio, per ricordarmi, semmai l’avessi dimenticato, che alla prima esperienza con la strada ghiacciata, la macchina affrontando una curva non ha sterzato come invece ha fatto il volante, dirigendosi decisa verso la fiancata di una golf parcheggiata, creando in me neo patentata, una paura e una vergogna tale da pensare “mai più”.

E quel “mai più” è stato di parola, perché ad ogni occasione c’era una via di fuga: qualcuno disposto ad accompagnarmi, l’opportunità per andare a piedi, restare a casa pur di non mettermi al volante terrorizzata, tremante di paura, soffocata dal senso di impotenza, fino a quando in un libro ho trovato un capitolo che parlava di credenze limitanti, quel processo nella mente che genera pensieri negativi che fanno dire ad ognuno di noi che non siamo capaci di fare una determinata cosa di cui non abbiamo nessuna responsabilità perché… e a questo punto elenchiamo una serie di giustificazioni delle quali siamo assolutamente convinti in quanto ce le siamo costruite addosso come un abito sartoriale.

Da lì comprendere che un pensiero negativo come si è insinuato e rafforzato può essere rimosso, è tanto semplice nella logica quanto complicato nell’essenza più intima, perché deve aspettare di essere assorbito, fatto proprio, compreso in ogni meccanismo. Il bello è che, come non ti accorgi del solco che si crea e affonda dentro la mente, tanto più non ti rendi conto che è iniziato il risveglio e la presa di coscienza fino a che un giorno ho sentito che qualcosa era cambiato.

Sapere che qualcuno che considero simile come esperienze vissute non ha mai affrontato la mia paura e trova anzi la guida sul ghiaccio estremamente divertente, mi ha incuriosito e mi ha spinto a pormi una semplice domanda: Come mi comporterei se non sapessi quello che so?

Si è prodotto un forte desiderio di mettermi alla prova senza tanti ragionamenti, ed un coraggio che fino ad oggi non avevo mai sentito, mi ha spinto ad uscire con la mia macchina nonostante le temperature fossero abbondantemente sotto lo zero e la strada fosse coperta di ghiaccio e neve. Mai in nessun momento ho avuto paura, solo grande curiosità e fiducia in ciò che stavo facendo. La macchina è uscita dal garage e si è impostata nella direzione giusta senza slittamenti, ha frenato decisa e si è instradata tranquilla lungo le strade e le rotatorie senza trovare ostacoli come teleguidata da un estraneo.

Mano a mano che procedevo lungo una carreggiata, complice la bassa velocità, dallo specchietto retrovisore guardavo il tratto già percorso, in un gioco tutto mio, come se fossi diretta ad una grande vittoria già scritta.

E’ stata un’esperienza che raggiunta la mia destinazione, ha prodotto in me grande commozione e certezza di aver sconfitto un’ombra di me stessa che pesava come uno zaino pieno di sassi sulla schiena.

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