Venere a buccia d’arancia

Le gocce di pioggia cadendo tintinnano sul cristallo parabrezza, le osservo dilatarsi in forme diverse e guardando quelle che schizzano in alto, mi accorgo del cielo plumbeo che sembra aspettare solo un messaggio celeste, per iniziare a scaricare tutta l’acqua che non ha piovuto l’anno scorso.
Tra poco mi stenderò sul lettino riscaldato della Cinzia e non me la sento di lamentarmi per il freddo umido che avverto. Ma con una giornata così è difficile non essere malinconica. intanto alla radio Enrico Ruggeri parla di un certo Ray che non conosco e sento una chitarra elettrica aggressiva farsi strada tra le sue parole.
Stephen Hawking ricordava di osservare le stelle piuttosto che guardarsi le punte dei piedi aspettando che le idee cadano dall’alto, convinti di vederle rimbalzare e poi spuntare dalle buche dell’asfalto, ma chi come me l’ispirazione la cerca di giorno deve usare la fantasia per interpretare i disegni delle nuvole piatte e grigie ammutolite e pesanti.
Forse significa che non è il momento di cercare segnali, tranne quelli rossi dello stop che si illuminano sui fanali posteriori del furgone davanti. Meglio restare incollata alla realtà che al suo sedere già bozzato.
Mi stendo sul lettino caldo e mi arrendo al sonno, la Cinzia mi copre di zeolite e mi chiude con il cellophane, mi sento come una pancetta dolce e mi godo il dolce far niente, perché parafrasando l’insegna, finché resto qui sono trattata come una Regina.
Quando le sue mani si muovono come un modellatore di creta, vorrei fosse Patrick Swayze ed io Demi Moore in Ghost “ci abbiamo fatto tutte un pensierino, almeno una volta…”
Ma questo è un massaggio per scoraggiare i centimetri di troppo mi ricorda lei e instancabile lavora per contrastare la genetica che da generazioni registra nelle nostre cellule a caratteri cubitali, con doppia sottolineatura ed in neretto il DNA della zia Peppa, mai conosciuta ma tramandata da nonna a nipote per rassegnarsi al corpo generoso, compatto e con buccia d’arancia, resistente ad ogni tentativo di ribellione estetica.
Non mi resta che sognare di scendere un giorno dal lettino trasformata in una Scarlett Johansson stile Vedova Nera degli Avengers.

Eh certo, perché accontentarsi? Perché porre limiti ai sogni?

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