Trasloco


Il mio trasloco non è stato solo lo sforzo rilevante di raccogliere gli oggetti di una vita e classificarli come utili, passati, significativi, invadenti, sentimentali, ripetitivi, indispensabili e inscatolarli ordinatamente per trasportarli ad altra destinazione e dar loro una nuova collocazione.

Il trasloco è tuttora anche un adattamento delle mie abitudini, che si trasferiscono da un ambiente confortevole ad un ambiente estraneo nel quale le pratiche attività quotidiane che ben si adattavano agli spazi ed ai tempi precedenti, generano ancora disorientamenti ed un complicato susseguirsi di dinamiche che si sovrappongono costantemente nel tentativo di dare forma a nuove consuetudini da inserire nella routine giornaliera per svolgere in modo agevole tutti gli impegni semplificando al massimo il procedimento organizzativo, riducendo i calcoli logici, senza sminuire l’iniziativa che occasionalmente suggerisce qualche curiosa deviazione per vivacizzare un trantran altrimenti monotono.

Chiunque di noi che ci sia passato riconosce di aver affrontato un ostacolo nell’adattamento ad un nuovo iter: Chi svoltando al vecchio incrocio anziché proseguire diritto, piuttosto che restare ad osservare il nuovo mazzo di chiavi convinti che tra le tante debba essercene una diversa, riconoscibile.

Io mi rendo conto di essere ancora macchinosa e lenta nello svolgimento delle consuete attività, la mano va sempre sulla parete sbagliata per spegnere l’interruttore della luce, c’è la porta tra la zona giorno e la zona notte che non è scorrevole come prima e bisogna spingerla con un rumore della maniglia come di incastro non ancora memorizzato, perciò inatteso, curiosamente l’ascensore sempre in azione prima, aveva un suono confortante.

Ma è soprattutto nei gesti mattutini, dalla colazione, al riordino, ai preparativi prima di recarmi al lavoro, che mi muovo come al rallentatore, non corro frettolosamente tra una stanza e l’altra per evitare lo scontro con lo spigolo ignaro di essere invadente e della cui presenza mi dimentico sempre, per non parlare poi del tragitto che mi appare in testa quando imposto il comando automatico mentale manovrando l’auto per uscire dal garage.

Mi immagino sempre di raggiungere l’ufficio attraversando le stesse strade di prima, fino a quando giungendo al primo incrocio, mi rendo conto di aver nuovamente confuso e mischiato tutto.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. ciliegina ha detto:

    Io adoro i traslochi! Nella mia vita ne ho fatti 12 😄😄 e continuerei a farne 🎊

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    1. michiamomichela ha detto:

      Complimenti! Sarai bravissima. Potresti aprire un’impresa allora per aiutare chi trova difficoltà 😂😄

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      1. ciliegina ha detto:

        No no 😄😄 io butto via tutto 😁 e poi mi pento perché molte cose mi sarebbero servite 😄😄

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