Spicchio di furia

Ho tra le tante fette che compongono la mia personalità uno strato furioso piccolo quanto uno spicchio di arancia, ma fastidioso quanto una gastrite che reagisce sempre brutalmente se non viene soddisfatto.

Resta dormiente anche per mesi senza essere mai disturbato per nessun motivo, ha una natura primordiale, arcaica, rozza, intollerante ed egoista, non accetta il confronto perché ritiene di avere sempre ragione e non pone mai attenzione sul punto di vista altrui.

Insomma un ortodosso guerrafondaio che a volte sfugge al controllo del think positive azzoppato e raggirato dalle voci interne che suggeriscono, causa delusione pesante e sconfitta cocente di battere in ritirata per trovare forza nelle idee e successivamente trasmettere messaggi chiarificatori e concilianti.

Non so domare l’incendio emotivo che s’infiamma, eppure dovrei essere brava a riconoscere almeno la miccia ormai, visto che sono io stessa ad accenderla, invece ne sono travolta come spettatrice inebetita e anziché ammettere di aver necessità di imparare a lottare piuttosto che accontentarmi del fatto che la battaglia non è tra le mie corde, cedo all’urgenza e assecondo le istruzioni “agitare bene prima dell’uso” che il guerrafondaio sta inviando a tutto il reggimento e ribatto con sempre più insistenza all’accusa di mancanza di grinta e capacità decisionale quando la situazione lo richiede.

Ecco, la bomba a questo punto è innescata e lo spicchio di furia si abbatte come un cavernicolo primitivo sull’innocente moderatore che pazientemente ha tentato fino all’ultimo di essere ascoltato dal resto della truppa lasciata senza controllo, persa tra le lingue di fumo nero che ha invaso ogni piega. Appena sparato il colpo, il guerrafondaio batte in ritirata mollando al boss redivivo e ignaro l’onere di gestire il suo capolavoro.

Perché il boss è un teorico poco pratico che ha perso tempo ad ascoltare genuflesso tutte le ragioni inutili delle voci interne, facendosi beffare dalla furia che distrugge il think positive per il disprezzo che prova nei confronti dell’autorità.

Ricacciato nell’antro oscuro ad abbaiare inascoltato, medita la prossima mossa e nel frattempo alle altre fette è chiesto di ricucire dolcemente lo strappo…

Amore… Scusa…

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