Foglio bianco


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Scrivere è diventato un bisogno impellente.
Mi libera intensamente di ogni paura, di ogni conflitto e vuota la coppa amara della rabbia che a volte antica o forse primordiale, sale fino ai livelli consci.
Quando succede, trovare uno spazio vergine sul quale esprimere le mie emozioni per affrontarle e prendere confidenza imparando a conoscermi, è la salvezza.
Una spiaggia calma e placida su cui raccogliermi e abbandonare strati e strati di inutile e pesante fardello di senso di colpa, di rammarico, di pensiero depotenziante, di ansia soffocante e insicurezza.
E così ricordi dolorosi affiorano e si depositano sul foglio bianco diventando chiari e leggibili.
Mi basta vedere una giovane mamma impegnata a trascinare ignara e stanca un bimbo recalcitrante, intento a vivere e assorbire colori suoni e immagini intorno a lui, per ricordare con dolore che anch’io mi sono persa quei momenti per la fretta di risolvere le questioni urgenti che al momento apparivano importanti e che invece se ne andavano come erano arrivate, lacerandomi per i pochi istanti liberi che mi godevo insieme ai miei figli.
E così si aprono porte profonde finora sigillate, lacrime salgono per l’emozione che trova spazio e mi accompagna fino a curare finalmente la ferita che si chiude e alleggerisce intimamente l’anima.
Penso che forse i miei figli neppure si sono resi conto di tutta quella ansia che mi attanagliava o forse è una preghiera che chiedo di esaudire.
Il foglio è pieno, non c’è più spazio bianco e un desiderio impotente mi assale.
Non sarebbe l’ora giusta perché c’è lezione o allenamento oppure tempo libero meritato ma io devo inviare un segno di tutto l’amore che sento.
Il cellulare di bello ha che raggiunge tutti ovunque con un semplice messaggio.
Un cuore verde e uno giallo bastano ormai per far comprendere che li sto pensando intensamente.
Il grande risponde con cuori rossi espansivo e desideroso di ricambiare…
il piccolo invece deve dare un senso alle tenerezze perché le corde giuste le decide lui e mi risponde con un punto interrogativo…
Sbagliata corda anche questa volta!

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