Un’opera buffa


Michela non ringrazi mai abbastanza per la gioia che ricevi ogni giorno. La giovinezza che si vive in quest’epoca raggiunti i quarant’anni è un regalo benedetto.

I tuoi figli straordinari hanno bisogno di essere rassicurati e sostenuti oltre che assecondati nell’organizzazione quotidiana delle competenze, ma per il resto del tempo desiderano essere trascurati per poter fare a modo loro senza temere invasioni di campo imbarazzanti, così ti ritrovi abbondante tempo libero che puoi dedicare a te stessa per scoprire nuove occasioni piacevoli con cui mettere te e la tua vita al centro di una parte della tua giornata, dopo aver investito la tua energia nel lavoro al mattino e nella cura di chi ami..

Così scopri che non sai più cosa ti piace, cosa ti coinvolge, cosa ti attira se non la classica attività motoria a volte monotona per la pigrizia che ti contraddistingue, oppure la seduta dal parrucchiere seppur doverosa dovendo coprire i precoci capelli bianchi e l’appuntamento dall’estetista per recuperare un po’ di elasticità alla pelle e nascondere l’opacità del viso non più freschissimo, e quando sei in modalità Up anche un bel round di shopping che non mortifichi il corpo imperfetto e il conto in banca.

Da anni il tuo mondo è fatto di Noi e non più di Io, perciò sei abituata a pensare cosa piace o è adatto a tutta la famiglia e sostituirlo con un sano ed egoistico Io è una vera rivoluzione. Cosa fare quindi e come risolvere lo stallo?

Quello che ti è chiaro è ciò che proprio non ti piace e cioè cucinare, tranne curiosamente i dolci anche se non risultano mai perfetti e con il regime alimentare hai dovuto accantonare quelli più golosi;

dedicarti alla pittura è un’altra attività che non fa per te più che altro perché pasticci e decoreresti muri e mobili con tutti i danni che non sapresti evitare, perché lo scarabocchio che ne verrebbe fuori farebbe di te una grande artista;

Il Tango lo escludiamo a priori, tuo marito si rifiuterebbe di accompagnarti e compiacere un altro danzatore sai già che non ti soddisferebbe per niente, soprattutto perché volendo rassicurare anche te stessa, ti accontenteresti modestamente di un vecchio grasso sudaticcio oppure peggio di un noioso e logorroico damerino e fuggiresti prima ancora di imparare una giravolta o figuriamoci, una seduta.

Il giardinaggio lascialo a tuo marito che ha il pollice verde rivolto verso l’alto deciso, visto che tu sei stata capace di ammazzare un povera erba gatta affogandola per la troppa acqua e tutti ti hanno detto che sei riuscita in una missione impossibile, perché è una pianta resistente a tutto, quindi c’è da sospettare che si sia sacrificata pur di non essere curata da te, il che la dice lunga sulle tue capacità empatiche con la natura.

La fotografia è un’altra curiosa attività che hai tentato fino da piccola a fare tua ma ti sei arresa dopo che le tue foto inspiegabilmente immortalavano l’immagine di tutto tranne quello che avevi visto tu dentro l’obiettivo prima di scattare… Dov’era finito quell’oggetto o quell’espressione che avevi guardato e che desideravi catturare? Boh!

Volendo la pace intorno a te, il canto dovrebbe esserti vietato per legge se solo tu pretendessi di cantare liberamente, per fortuna hai capito presto che gli altri avevano il diritto di non massacrarsi le orecchie per non sentirti gracchiare e quindi ora canti solo dentro l’auto quando sei sola e vai ai 70km/h e quindi se anche un automobilista dovesse avvertire un suono doloroso penserebbe più ad un difetto della sua auto che ad una poveretta canterina.

Suonare uno strumento è stato interessante, peccato che il maestro passava metà del tempo a dirti che era complicato insegnarti a suonare la chitarra al contrario perché tu mancina, ti ostinavi a non voler cambiare verso.

Ti sono rimaste due attività che già conosci e che potrebbero piacerti. Una è sicuramente conoscere un’altra lingua e imparare meglio l’inglese oppure scoprire il russo che ti incuriosisce da moltissimi anni, l’altro è cucire, perché più che attaccare un bottone non sai fare ma con l’ago e il filo ti trovavi a tuo agio da bambina anche se per vestire la tua Barbie dovevi chiedere aiuto alla mamma, come fai oggi per accorciare i pantaloni sempre troppo lunghi.

In futuro perché non buttarti in una scuola di teatro? Così tutti crederebbero che i movimenti impacciati e confusi facciano parte del personaggio e riceveresti pure i complimenti mettendo sul palco semplicemente te stessa, un’opera buffa!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.