Sbuffo perché mi annoio


Cade una foglia mentre aspetto che ti svegli, la osservo veleggiare libera guidata dal vento, non ha aspettative né desideri assoluti, forse cadrà sull’erba sotto il fico, oppure sul pavimento insieme alle altre, non le importa perché è un tutt’uno con la natura circostante.

La scopa si muove decisa al suo ritmo scandito e senza fretta, sento che striscia sul suolo e ammucchia tutto in un angolo, la foglia è sopra, un po’ sbattuta, la paletta la raccoglie, lei resta inerme senza rabbia o paura, si fa travolgere e prelevare e poi vola giù nel cassonetto a vivere un nuovo ciclo per trasformarsi in terra e poi albero e di nuovo foglia.

Il sole entra nella stanza e illumina il pavimento su cui poggio i piedi nudi, li osservo come fosse la prima volta, ero così assorta che non li avevo più sentiti, il fresco che avverto mi ridona energia e decido di non sprecarla a fantasticare guardando il soffitto, mezza sdraiata sul letto, immaginando Napoleone e le sue battaglie dopo aver scaricato il Kobo per leggere la biografia.

Come una gatta mi muovo piano e mi affaccio ma tu ancora dormi, sbuffo perché mi annoio e vorrei tanto interrompere i tuoi sogni, sola non ci so stare se tu sei con me, ho bisogno di compagnia e i dispetti più belli sono quelli che ti faccio quando hai un sonno così profondo che mi viene voglia di rovinartelo. Tanto non ti arrabbi se so come prenderti…

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