Il giraluna

C’è un’amica che mi aspetta tra tante donne che condividono il loro racconto con me e alle quali lascio la mia storia. Qualche motivo che ignoro mi impedisce di individuarla ancora, forse è la paura di restare ferita, di scoprire che davanti a me non si toglierà la maschera che la distanzia dagli altri, finendo per non essere vera neppure volendolo. Oppure è la paura di essere solamente un pretesto per sperimentare un’esperienza nuova tornando alla consuetudine subito dopo come quando si sale sulle montagne russe e ci si sente improvvisamente felici una volta messi i piedi a terra. Ci sono state amicizie che hanno lasciato un segno anche se sono andate via quando non ero ancora pronta. Ci sono quelle che a volte sembrano tornare come i fili dei palloncini che da bambina mi legavo al polso per non farli volare via ma in realtà sono solo una compagnia temporanea. Li riguardo e non riconosco più quel particolare che mi aveva incantato, se mi distraggo mentre slego il filo, scappa lontano per non tornare più. Ci sono quelle di cui vorrei aver bisogno per colmare il vuoto ma loro non hanno bisogno di me, hanno bisogno di un altro vuoto, un vuoto che si riempia delle loro certezze, delle loro frustrazioni e che nasconda i loro difetti perché non vogliono guardarli mentre io li osservo per scoprirli e scoprirli in me. Ci sono quelle lontane, lontanissime anche se abitano mille metri più in là, ma sono irraggiungibili per me, capiscono altre lingue, non percepiscono i miei messaggi. Ma io ricevo i loro quando lanciano un sos e non posso ignorarlo. Le amiche più belle e speciali arrivano quando sentono che hai bisogno ma tu neppure lo sai e lo capisci quando sono lì con te e ti trasmettono energie nuove, grande forza che vorresti ricambiare ma non sai come fare e allora aspetti che siano loro a cercarti per scoprire il momento giusto.

Mi manca quella con cui essere complice, con cui iniziare un rituale nostro, che non mi invada ma che sia presente, che suggerisca un copione, che scopra un lato nascosto di sé e lo arricchisca condividendolo, che si diverta a visitare musei piuttosto che vetrine e quando è il momento di fare shopping non si prenda troppo sul serio.

Sono io? Sono io che cerco tra tanti girasoli uno che guarda alla luna? Sono io che mi muovo nel giardino sbagliato? Sono io che aspetto qualcosa che esiste solo in me?

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