Dimensione di battiti


Spesso non riesco ad apprezzare il momento che sto vivendo. Lo sento attraversarmi come se mi invadesse, così come generalmente gusto un cibo dolce. Mi piace sentirlo riempirmi tutta la bocca, coprendo l’intera superficie e solleticando le pupille per vivere un intenso piacere. Ma poi finisce e mi sento orfana all’improvviso, persa e abbandonata perché non posso ripetere l’esperienza gustandomela lentamente.

Allo stesso modo vivo i momenti profondi, abbandonando non so dove la mia capacità di apprezzare la bellezza che mi invade e mi conturba, interrompendo il flusso dei miei pensieri e innondandomi di esaltazione, in uno stato totalizzante. E quando l’attimo eterno della mia dimensione che dagli occhi ha raggiunto il cuore e si è esteso a tutte le mie particelle al ritmo dei battiti come ballerine di cancan si ritira lasciando il controllo alla mente che non accetta di essere spettatrice di emozioni entusiasmanti in cui non può dirigere, il pensiero vaga confuso non sapendo quanto ha perso ma avvertendo dai piani bassi e materiali, il rimpianto della fine della passione e desiderando di avere il tasto replay per viverlo con distacco. Ma ogni immagine che riproduce non è che una brutta copia del capolavoro vissuto prima.

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