Il fuoco brucia


Osservo il fuoco che arde nel camino del mio salotto ed è già passata la mezzanotte. Le braci rosse del legno già bruciato in precedenza si sono depositate in basso e affiancano i ciocchi avvolti dalle fiamme, sopra un ultimo ciocco ha iniziato a bruciare e resteremo svegli fino a che non avrà finito.

Le fiamme come lingue arancio, si alzano alte e danzano ornate di un bordo blu viola con punte che si biforcano rapide in direzioni diverse, attratte sempre dal cielo freddo e notturno di questo inizio febbraio.

Oggi guardando il fuoco mi sono addormentata sul divano e ho dormito oltre un’ora. Cosa rara, per me che stento a prendere sonno anche di notte ma la stanchezza di questa settimana concentrata di impegni mi ha piegato.

I lembi di fuoco sono diventati due intanto, avvolgendo in due punti il pezzo di legno, una lingua è piccola e laterale, l’altra è alta e centrale. Quando dondola, forma spicchi di punta più densi degli altri ma in un attimo cambiano angolo e non riesco a seguirli, mentre la lingua più piccola è già scomparsa.

Quanta smania di protagonismo in queste fiamme che sembrano dire di essere l’unica cosa importante che c’è in questo momento anche se io non lo penso perché siamo noi due la cosa più importante della stanza e più importante di noi c’è Mattia in casa che il fuoco ce l’ha dentro e non ha bisogno di guardarlo. Il fuoco si assottiglia, avrà capito? Pare prendere la forma di una lama di spada.

Forse mi parla ma non lo comprendo. Potrebbe essere d’accordo e questo suono basso potrebbe essere il suo cenno di approvazione e non un sottofondo di aria che si scalda e brucia per leggi chimiche. Si abbassa ancora e una fiamma tozza e piccola si accende vicino. Vedo un nastro di fumo dalla parte opposta, si sta consumando e tra poco arriverà la fine per oggi.

Certo che è di una bellezza rara e quante ne scalda di case da secoli. Ricordo bene il camino della zia Gianna quando cuocevano le castagne, anche quello dello zio Giuseppe. Era in stanzoni grandi con pavimenti in pietra. Occupava una parete e aveva pezzi di legno ad ardere più grandi di me. Le castagne scottavano talmente che le mettevo nelle tasche perché mi bruciavano le mani.

Saltano gli zampilli come stelle cadenti. Si potranno esprimere desideri? Vorrei degli amici speciali ora qui con noi, per condividere questo momento. Partecipare alla vita del fuoco in compagnia loro. A volte sembra l’unica cosa che mi manca. La mancanza è l’opposto dell’abbondanza.

Non è il pensiero giusto. Il fuoco non si pone domande sulla sua natura. Brucia e poi aspetta, senza paura di sparire. Si quieta e alla prima occasione ricomincia. Con foga e con calma. Divora e consuma. Non rinuncia mai.

Assopisciti fuoco, riposa tutta la notte, ci vediamo domani. Ho voglia di dormire. Chiudere gli occhi e sognare.

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