Ululi Ulula


Mi ha sorpreso il canto di un rapace notturno sabato notte uscendo di casa per raggiungere Bubini, e poi al rientro dopo una cena tra amici. Proveniva da un ramo della quercia dietro casa e cantava come se richiamasse la mia attenzione. Era il suono tipico dei thriller. Si è interrotto all’alba quando il gallo ha strillato la sveglia. Scommetto che quei gatti dispettosi che mi entrano in giardino la notte, avranno dormito con le orecchie sotto il cuscino.

La quercia da cui partiva il richiamo era quella di sinistra, ha una gemella che scende leggermente verso la strada. Entrambe nascono dallo stesso tronco e si sono separate decenni fa, forse è già passato un secolo, e sono salite prima attorcigliandosi, poi proseguendo in direzioni diverse. Sono massicce, frondose in estate e ricoprono un vasto tratto del prato che posso osservare dalla terrazza. A ottobre richiamano la mia attenzione gettando ghiande sul tettuccio della Opel quando rientro. Ragazzacce.

Quel richiamo sembrava una cantilena acuta, molto diverso dal tipico verso stridulo dei rapaci notturni. I loro sono suoni striduli e iminacciosi, più un segnale di pericolo, soprattutto per i piccoli mammiferi destinati ad essere un piatto succulento. Tanto piccoli non sempre, ricordo una mostra in cui l’esperto spiegava che il gufo reale ha un’apertura d’ali di un metro e mezzo. Praticamente mi farebbe ombra!

La civetta mi fa tornare alla mente l’esemplare bianco di Harry Potter, elegante e magico. Il barbagianni è quello con il muso a forma di cuore che lo rende dolce e dall’espressione costantemente stupita. Sul cellulare ascolto il suono dei loro versi senza trovare riscontro.

Nessuno ha questo canto lungo, tra il singhiozzante e il balbuziente, più caldo della gelida notte chiara e serena di ieri. Stavo tremando e intanto cercavo tra i rami il punto da cui proveniva. Provavo anche un po’ di paura, temendo che si levasse in cielo impressionandomi. Poi Luca ha trovato un file sull’allocco e il suono combaciava con quello registrato nel sito.

L’allocco è sinonimo di sciocco. A causa dell’aspetto della testa con gli occhi contornati da striature del piumaggio delicato e lo sguardo fisso, sembrerebbe un po’ incantato. In effetti il maschietto che cantava per controllare la zona non ha fatto un grande affare. Vicino c’è l’autostrada, era meglio se restava a delimitare l’area del bosco in collina piuttosto che venire a fare la serenata a me.

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