A picco


Sopraffatta è l’emozione esatta. Mi lascerei guidare se sapessi a chi dare le chiavi del comando per impostare il pilota automatico.

C’è chi riesce a concludere la propria mole di lavoro inserendo solo il minimo necessario, scavalcando la stragrande maggioranza di informazioni ritenendole inutili, mentre completo il mio lavoro con tutti quei dati per riempire le caselle e averle perfette e utili da consultare.

Già, inserisco dati per rintracciarli quando dovrò movimentarli, scaricarli, consuntivarli e fatturarli. La storia infinita, perché sembra davvero non finire mai.

Le dita scorrono veloci o lente a seconda del peso in testa, della confusione intorno, del disordine sotto gli occhi mentre interpreto le righe.

Apro e chiudo maschere, pagine, finestre e sembra che non ho fatto niente perché dove prima c’era una cartella di documenti ora c’è una montagna di documenti, mai pronta per essere trasferita.

Tutto scorre anche se sembra andare a picco piuttosto che prendere il tram e partire.

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