Sole e luna


Questa mattina il sole saliva tondo e arancio come il tuorlo di un uovo a promessa di una giornata nuova e guardava la luna ancora alta e bianca che si stagliava nel cielo azzurro chiaro, dispensatrice di una notte luminosa di luce riflessa da quello stesso sole instancabile che l’aveva accesa tutta la notte e che ancora la illuminava per rischiarare il buio di altre terre lontane da qui.

L’aria era fredda e tersa e la luna sembrava ghiacciata dal gelo notturno, impossibilitata a calare. Dopo una notte passata ad ispirare sognatori e innamorati, ad agitare licantropi e mostro, sembrava non voler cedere spazio al giorno o forse restava in attesa di un abbraccio per farsi avvolgere dal mantello dell’invisibilità sotto cui nascondersi.

Gli astri si guardavano come due cowboy pronti ad affrontarsi per il controllo del cielo, oppure come due divinità innamorate cadute vittima di un sortilegio che impedisce loro di unirsi e li obbliga a incontrarsi all’alba e al tramonto ma proibisce loro di toccarsi se non con i raggi.

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