Buono brutto cattivo

il

La polvere e la sabbia si sono sedimentate strato dopo strato sulla volontà forte che avevo di dimagrire.

La tensione si è allentata e il calo è diminuito poco a poco. Ogni tanto un colpo di reni dell’orgoglio ha spostato la lancetta di poco più giù ma non è niente di importante.

Ho deciso di mantenere questo risultato e con il tempo il risultato aveva perso tutto il fascino della vittoria. L’immagine di me è più magra ma resta sempre quella di una perfezionista che non si accontenta mai del bagno nella realtà.

È solo una condizione emotiva. Non mi sento padrona del mio corpo adesso, padrona è nuovamente quella che per anni ha usato l’involucro come sostituto delle passioni, gettandoci dentro tutto il cibo che ingoiavo per non ascoltare i miei veri bisogni.

Nell’ultimo anno ogni cosa che passava per bocca doveva avere un unico motivo: nutrire poco e bene. Ora mangerei sempre e solo carboidrati veloci e zuccherati. E dire no è come dire sì. Mi sento in colpa anche se non li mangio solo perché li desidero fortemente.

Mi aspetta una lunga primavera di duelli e spero che a vincere siano i miei tre alleati, che non mi tradiscano. Cuore, Cervello, Fegato: il buono, il brutto, il cattivo.

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