Eccessi


Sono seduta vicino ad un lampadario vivente questa sera. Il mio e il suo tavolo al ristorante sono quasi attaccati. Posso osservarla mentre cena ed io invece aspetto che la cameriera raccolga l’ordinazione.

La testa è un casco biondo platino, la montatura degli occhiali di color fragola, brilla dei riflessi della luce proveniente dal soffitto.

Gli orecchini sono un’opera d’arte nell’opera d’arte. Il pendente è un medaglione con il quadro di vermeer “la ragazza con l’orecchino di perla” e ha una perla appesa. Perle anche al collo con un filo che forma un doppio giro.

Ad un polso un bracciale bicolore arancio e nero spesso quanto quattro dita, equilibra l’altro polso su cui poggiano un orologio dorato e due bracciali con brillanti incastonati. Al dito medio un anello a forma di cerchio blu con brillanti al centro, attira l’attenzione. L’altro dito medio per compensare ne ha due di anelli, alti come un guscio di tartaruga e lavorati come i bracciali. Unghie laccate di blu elettrico con disegnini blu chiaro sono intonati al medaglione alle orecchie e completano l’opera. Una vera bizzarria. Il tutto portato con assoluta nonchalance da una intelligentissima settantenne dallo sguardo acuto.

Mangia insalata. Ne ha ordinati due piatti mentre parla con il suo amico che invece non ha ordinato niente. Domattina ha una mezza maratona racconta lui con l’accento che mi ricorda un po’ Vasco Rossi e un po’ Alberto Tomba.

Al lampadario della maratona non interessa niente ma Vasco Tomba non se ne accorge. Insiste, parla di km, di amici nuovi, di bar dello sport e chiacchiere e poi del bar di fronte e di altre chiacchiere. Passa il tempo così, tra un allenamento e l’altro. Si sente rinato. Dice anche che ha iniziato a gennaio e va velocissimo, batte pure quelli più giovani e ci crediamo proprio tutti. Dovrebbe scattare l’applauso per la faccia tosta. In testa ha un cappellino nero che non toglie mai e un paio di occhiali gialli fissati sul cranio. Indossa il giubbotto. In mano ha le chiavi dell’auto. Il lampadario gli dice che non deve aspettarla ma Vasco Tomba non ha fretta. E se aveva fretta cosa faceva?

Il lampadario racconta che sono mesi che non vede una sua amica e allora la cerca subito al cellulare. Sono mesi che non ha notizie ma ora non può vivere senza sapere cosa le è successo. Parla al telefono, a bassa voce e poi riferisce. Così anche io posso farmi gli affari suoi. È stata male, dice. È stata in ospedale, sta peggio adesso di quando si è ricoverata ma l’hanno dimessa e piano piano guarirà. La sanità funziona così.

Vasco Tomba segue con molta attenzione il racconto. Io ho capito. Anche lui. Sembra. Poi chiede di chi stia parlando, cosa le è successo e dov’è adesso. Il lampadario spiega di nuovo. Vasco Tomba ha capito ma domanda di nuovo dove è adesso. Il lampadario non spiega più. Racconta che è stata a L’Avana di Cuba. Dodici ore di volo. Io ho capito. Ma Vasco Tomba chiede se ha mai fatto soste e se il carburante è bastato. Il lampadario risponde – abbastanza.

Vasco Tomba dice che fa bene lei a farsi i suoi viaggetti. E poi saluta una persona. Tutto bene? Chiede l’ultimo arrivato. No, abbiamo una brutta notizia. Una nostra amica sta male ma non ho capito se la rimandano a casa. È grave.

Il lampadario racconta che non ha più amiche che vanno lontano in vacanza con lei. Per tenersi le amiche nuove deve accompagnarle a Loreto, Montegridolfo, San Giovanni in Marignano, dove ci sono le grotte. Le puoi vedere entrando in un bar pasticceria, sono conservate nei sotterranei. Erano i granai dei Malatesta.

Vasco Tomba parte con le sue domande. Io ho capito, lui no.

È un bar pasticceria proprio vero? Con i tavolini e c’è roba da mangiare? È sulla strada? È nel paese? E c’è un bar nel paese? E te entri e chiedi di vedere le grotte? Bello…

Lui racconta che non mangia più glutine e non lo fa mangiare neppure alla sua mamma. Perché il glutine fa male. Sei ciliaco allora? Chiede il lampadario. No, risponde. Il glutine fa male. Compro tutto in farmacia. Trovi la pasta anche alle Befane, dice il lampadario. Ma al posto del glutine ci mettono un’altra sostanza per legare, cosa credi. Lo incalza il lampadario. Vivi con tua mamma? Una domanda banale sembra. Vasco Tomba vive con la mamma, ogni scarrafone…

Ti ricordi che cambia l’ora? Giusto! Vado a casa altrimenti non mi ricordo. Il lampadario di alza e se ne va e per fortuna anche lui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.