Tartoi

Nicola ha proposto il Trail delle malghe: un anello con le malghe lungo il percorso in cui ammirare il lavoro dei residenti che ospitano i viandanti e gustare i prodotti locali. «Dislivello zero» ha detto ieri sera, aprendo la sua cartina.Mi ha fregato anche questa volta! Ormai so che non posso fidarmi… La seggiovia ci ha portato da quota 1000m a quota 1800m salendo sopra le piste da sci con i cannoni spara neve disseminati lungo il percorso. Intorno, camion enormi lavorano ai laghetti per aumentare la superficie di acqua utile a coprire le piste. Da lì un sentiero apparentemente semplice ci ha accompagnato alla malga Davrost, in cui un giovane rasta mungeva le caprette. Capelli lunghi fin sotto il sedere che tentava di domare legandoli quasi come Marge Simpson. Non c’è più religione… Un Bob Marley tra i monti e i formaggi. Pochi minuti dopo mi sono trovata a salire su un percorso ripido e selvaggio, in pendenza ed esposto allo scoperto su un lato che nei punti in ombra affondava nel fango. Le proteste si sono levate da tutte le bocche, sia in dialetto pesarese che jesino ma con l’aria innocente Nicola ha commentato «100m in salita e poi 100m in discesa, il dislivello si azzera!» E noi che ancora pensiamo di polemizzare con lui, non abbiamo speranza. Con uno sforzo enorme e solo grazie alla palestra, riesco a salire su per la scarpata e prego di non doverla rifare in discesa, poi raggiungiamo la Caséra Lavazei, perfetta per chi prova disgusto per l’albergo 7 stelle con il maggiordomo che stira il giornale e la cuoca personale o il bungalow ai Caraibi con l’aperitivo in spiaggia e l’amaca sotto un cielo di stelle. Qui stoviglie usate da sconosciuti, zecche e pulci vi attendono per vivere un’esperienza unica. Ora capiamo perché tutti andavano nella direzione contraria. Proseguiamo e incontriamo una discesa per me fattibile, a parte alcuni tratti in cui mi spavento, il piccolo Richi sta davanti a tenere testa a Nicola, più bambino di lui. Per questo non ci arrabbiamo: Tira fuori la parte infantile di ognuno di noi, l’unica che sa ridere della vita. Se passate da qui, fermatevi alla Malga Tartoi. Asini e Alpaca (Al & Paca) vivono in questa fattoria gestita da una famiglia allegra e ospitale come poche. Gli spezle rossi alle erbe e alla ricotta affumicata sono una sorpresa squisita che mi ha tolto ogni fatica e per finire, salame al cioccolato con panna. Mai mangiata una panna più buona e leggera. La piccola cucina a gestione familiare aspetta l’arrivo di Masterchef con tutti i suoi mezzi e strumenti tecnologici. Riusciranno a sopravvivere? Io e Cristina tentiamo di barattare i nostri mariti in cambio di un po’ di pace. La signora insiste: non sa che farsene di uomini che san solo pelare patate, dove le patate non ci sono. A malincuore dobbiamo portarceli dietro fino all’albergo.

Stanca e sfinita proseguo come uno zombie mentre gli altri hanno ancora voglia di esplorare. Al sentire parlare di palestra di roccia, mi ritiro nella strada e arrivo alla seggiovia. La mia giornata deve finire in relax.

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