Ho sconfitto il ragno


Oggi in soffitta ho visto un ragno. Che già per me vedere un ragno significa tremare di paura. Ma non una paura comune, bensì una Fobia… Perché il ragno in questione era nero, largo quanto una moneta da cinquanta centesimi, tozzo, con le zampette corte tutto intorno. Gli vedevo anche gli occhietti… E mi fissava.

Chi ha una Fobia alzi la mano, lo so… Siamo in tanti, ma questo non è incoraggiante, almeno per me.

Ecco, questo ragno per Luca sarebbe stato un ragnetto che avrebbe ignorato trattandolo come un essere indifeso e pacifico, per me invece era un MOSTRO schifoso!!!

Che ovviamente era lì solo per sfidarmi, per dimostrare che lui era il più forte, che io non ce l’avrei mai fatta.

Così, armata di tutto il coraggio che avevo a disposizione, ho preso l’aspirapolvere e l’ho acceso puntando la spazzola su di lui, tenendo le braccia dritte per stare più distante possibile. Non si è neppure accorto. Non volevo colpirlo con una ciabatta o un arnese: primo perché avrei avuto le sue schifose interiora attaccate alla mia ciabatta e avrei dovuto lavarla con i guanti perché mi faceva ribrezzo e ho dimenticato di comprarli; secondo perché sarebbe rimasta la macchia nel muro che mi avrebbe fatto più schifo ancora.

Dall’aspirapolvere ho staccato il braccio per aspirarlo con il tubo ma, nonostante tutto il mio coraggio, la mano tremava di paura e se il ragno avesse cercato di aggredirmi zampettando sulle dita e salendo su per il braccio, poi la spalla, fino al collo, attraversandomi la faccia fino ai capelli? Sarei schiattata dal terrore.

Perciò ho coraggiosamente rimesso all’aspirapolvere il suo braccio e l’ho attaccato al ragno pregando che non si muovesse. E invece ha cominciato a muovere quelle sue disgustose zampine corte.

Quando è caduto per terra, ho staccato in fretta e furia il braccio dell’aspirapolvere così come Artù sguainava la sua spada davanti al nemico e Massimo Decimo Meridio sfoderava il gladio davanti agli avversari e l’ho puntato sul mostro prima che potesse avvolgermi di ragnatele e poi ho tenuto acceso il motore per essere certa che finisse in fondo al sacco, nonostante il terrore mi creasse un’ansia pazzesca.

Non soddisfatta, ho pure fatto la guardia al tubo spaventata all’idea di vederlo uscire e girovagare magari tra le mie cose, e dopo quindici minuti di totale silenzio, ho rivendicato la vittoria!