Ego e Marea


Non saprai mai quanto mi pesi, Ego.

Quanto male sopporto la tua presenza.

Non ti chiedi come, dove, perché, quando.

Esigi!

Quali esempi inutili e ridicoli porti per avere ragione, Ego.

Che pretese, tu perfetto, sopra alle parti, resti immutato negli anni.

Quanto cambiata sono io, invece.

Quanti punti di vista ho scelto per capire.

Su quante vite ho posato lo sguardo per imparare i perché.

Dovresti, ma non lo farai mai, provare.

Hai paura, lo vedo anche se usi una maschera.

Anche io mi maschero per dirti che va tutto bene.

Sorrido e ti basta.

Ingoio e ti basta.

No, non basta. E guardo altrove, pudica e ingenua.

Dove mi porti, Ego?

In nessun posto. Siamo sempre qui.

Tu vestito di certezze, abbarbicato alle tue torri,

Io affondata nei dubbi, su uno scoglio.

Coperta di insicurezze. In balia delle maree.

Ma sempre più io.

Non venire a cercarmi, non mi troverai,

perché non sai chi sono.

Non mi mostro.

Non lo farò mai più.

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