Un giorno meschino


Valerio abbassò la testa calva per sedersi sul furgone, chiuse lo sportello e con la mano ancora sporca di calce, salutò dal finestrino gli ultimi compagni al cantiere. «Facciamo una cena appena avrò finito la casa, promesso». Gino alzò il braccio grosso come un prosciutto e annuì con la testa barbuta: «Vedi di non dimenticarti!…