Gatto Marzio e la gazza ladra 5


Il maresciallo Longo imprecava al telefono quando si accorse che i suoi uomini erano rientrati in caserma per collegarsi al database del computer alla ricerca di un’identità. Chiamò Novi nel suo ufficio e si fece riepilogare la dinamica dei fatti poi ordinò di interrompere le indagini.
Infastidito, Novi copiò un file su una penna USB e terminato il proprio turno, entrò in macchina anche se sentiva il bisogno di camminare e guidò una decina di minuti, il tempo di uscire dal paese per nascondere l’auto dietro le mura del cimitero storico. Da lì percorse a piedi il sentiero lastricato che tagliava il giardino della chiesa e salì il pendio fino a costeggiare la strada di Alpino. Ernesto lo fece entrare, dietro di lui Damiano saliva di corsa.

Bastiaan provò anche in olandese a dissuaderlo, ma il fruttivendolo il mattino dopo partì comunque per la sua ferrata, nonostante la spalla indolenzita, nonostante l’aggressore potesse colpire ancora. Lui rimase in casa, con il camino acceso per sopportare meglio le temperature rigide dell’inverno, a lavorare al suo PC per scoprire cosa illuminasse il microchip nel collarino di Marzio. Dalla sera prima la casa di Ernesto era diventata la base operativa del team ABC e ogni messaggio partiva e arrivava al suo nuovo computer.

Ernesto completò la sassaia e riprese fiato. Il respiro condensato sembrava più bianco del gelo. Si calò il berretto sulla testa per proteggersi. Andò a sinistra alla forcella degli stambecchi e si inginocchiò sulla neve dietro una grossa roccia romboidale, incastrata di punta nel terreno. Il cielo limpido e terso gli garantiva la visuale sul sentiero sottostante. Vide un uomo salire seguendo le sue impronte e si mosse come Tito trent’anni prima quando diede la caccia a un bracconiere che per un mese aveva ucciso stambecchi, camosci, e un orso, trovato dissanguato davanti alla propria tana.
Coprì le orme e tolse le ciaspole, poi aggirò il costone al contrario, e attese sotto una cengia, nascosto alla vista. Lo sconosciuto si fermò davanti all’attacco della ferrata in cerca di una pista, riconobbe i segni nella neve e arrampicò. Arrivato all’anello, agganciò il moschettone sulla ferrata di ritorno e sparì alla vista. Era in trappola.

Alpino impugnò rabbioso i ferri della parete verticale e con un violento colpo di reni si lanciò con forza a piedi pari sul nemico nel momento esatto in cui appariva dallo spigolo del torrione. Accompagnò il colpo con un grido liberatorio che echeggiò oltre le rocce. Vide l’uomo sorprendersi e chiudersi floscio come un giornale, impotente, cadere all’indietro e perdere contatto con il terreno, dimenarsi per restare in equilibrio sul bordo frastagliato del passaggio. L’urlo di terrore accompagnò la caduta, i moschettoni tirarono e lui finì, strattonato, quattro metri più in basso, appeso nel punto liscio, dove risalire era impossibile.
Alpino, rapido, si sporse per guardarlo. Dondolava e gridava spaventato, con le braccia strette sulle corde e le ginocchia piegate per proteggersi dallo scontro contro le rocce.
«Potrei tagliare le corde, ma sono più generoso di te». Urlò Ernesto e vide l’uomo alzare la testa per guardarlo, gli occhiali scuri scivolati sul naso scoprivano gli occhi azzurri, freddi e feroci, marcati da sopracciglia sottili e scure. Il cappuccio era scivolato all’indietro, scoprendo i capelli dritti e la barba corta, curata. Come il giorno prima, l’espressione rozza gli fece pensare a un avanzo di galera. Doveva avere non più di trent’anni.

Gli vide impugnare una pistola e puntarla su di lui. Indietreggiò in tempo e avvertì il proiettile fischiare e incastrarsi nelle rocce ai suoi piedi. Prese un sasso tra le pietre vicino alla testa e lo tirò con forza cercando di indovinare la posizione. Sentì imprecare e guardò di nuovo. “Non male”, pensò. L’aveva disarmato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.