Fortino d’autunno


Oggi Jonny riparte per quella che è ormai la sua città, la sua dimensione. I corsi riprendono e riprende il suo percorso come un guerriero che si prepara alla battaglia. Si avvicina all’ora zero con indosso un’armatura di conoscenza, curiosità e fiducia, con le sue certezze e schiacciando ogni debolezza con la forza della ragione.
Non sente la fatica dello studio, costi quel che costi, il peso del risultato, la paura dell’errore. È efficiente, organizzato, intuitivo. Quel che sa lo assimila, quel che intuisce lo visualizza in modo logico, la passione è uno strumento che tiene a bada con la mente, la scansiona millimetro per millimetro, le dà un valore e uno spazio a cui ricorre puntuale, ma che ricaccia giù per non farsi sopraffare. L’ho sempre definito un gigante. Per gli amici si mette alla prova ogni volta che c’è un rompicapo da sciogliere o un problema da risolvere. Sembra l’unica chiamata per cui abbandona i suoi obiettivi.
Io sono l’opposto e penso di aver creato ciò che nel mio universo mancava per completarmi. Il resto l’ha fatto lui diventando ciò che vuole essere, perché quest’anno ha preso forma come uomo, con il suo bagaglio di esperienze e di desideri. Tra le tante strade ne ha scelta una, forse la più impervia e vi si inoltra determinato e caparbio.
Mattia resta ancorato al forte da cui parte timoroso, con lo zaino a proteggergli la schiena, un sorriso disarmante e gli occhi dolci a fargli da scudo. Ogni giorno torna rincuorato e al tempo stesso desideroso di nascondersi, sempre più cosciente della bellezza che porta dentro, un po’ più fiducioso nei suoi mezzi, senza esagerare però. Quella sottile insicurezza che mi intenerisce gli resta appiccicata come lo zucchero sulle dita dopo essersi coccolato con i Pan di stelle. Quando lo sorprendo in giro con gli amici più barbuti di lui, si sigilla per non farsi guardare dentro, riservato com’è sui suoi sentimenti.
Studia perché la ragione gli dice che è utile farlo, ma si getterebbe anima e corpo su qualsiasi lavoro che lo portasse all’aperto e lo facesse sentire utile agli altri. La passione per il mare è una cosa sua con cui è venuto al mondo, lo prende un po’ alla volta, era l’amore per le barche a vela da bambino, oggi è la voglia di solcare le onde. Se continua a crescergli dentro, due remi non basteranno più.
Lui è nato per farmi da maestro, per insegnarmi che non c’è nulla di cui vergognarsi e che il senso di colpa è un limite della mia mente. Il giudizio è un veleno e che bisogna sempre ascoltare il proprio cuore. Lui mi mostra tutto questo come un grande saggio, sale sulla nuvola di Goku e vede il mondo con gli occhi dell’amore.

Noi però non ci sentiamo grandi: ieri gustavo un hamburger al nero di seppia tra donne che gli anni non sanno neppure cosa siano. Sembrano una miscellanea di tutta la bellezza che c’è nel mondo e in continuo divenire. Non si può dare un’età a qualcosa che evolve e cambia, ma resta sempre affascinante. Non si può dare un tempo alle esperienze difficili e dolorose che ognuna di loro porta con eleganza e leggerezza tra le pieghe del cuore.
Scostando gli occhi tra gli uomini raccolti sempre nella parte opposta del tavolo, ho scorso il mio. Ermetico come una cassaforte con la combinazione sempre diversa eppure aperto e scrutabile come un dizionario se parli la sua stessa lingua. A volte mi sento una forestiera anch’io, persa tra le pagliuzze dorate degli occhi verde grigio, invece lui di me intuisce tutto. Fa l’eremita per tre quarti dell’anno e si ricarica come una torcia nei pochi momenti tra amici rari come stelle marine nell’arenile, poi torna a proteggere il suo fortino. Mi sembra invincibile a cavallo della sua Dorsoduro e qualcosa sotto l’ombelico balla la Ola.

Alti i calici, abbiamo brindato alla stagione che verrà.
Ciao primavera-estate. Quest’anno non mi hai dato solo carezze come in passato, ma schiaffi in faccia e pugni allo stomaco. Ho collezionato quello che di brutto non avevo ancora scoperto. Si mescolerà al resto degli anni per rendermi, si spera, una donna per cui l’età non conta.

Foto: Pinterest

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