Gatto Marzio e la Gazza Ladra. Fine


«Pronto..?» Ernesto rispose al cellulare entrando in casa, Marzio lo sorprese uscendo di corsa appena trovato uno spiraglio. Gli sgattaiolò tra i piedi e dovette appoggiarsi alla porta per non calpestarlo. Sembrava fosse in attesa da ore. Lo guardò correre in direzione del boschetto e si perse le prime parole di Bastiaan «Puoi ripetere?», chiese all’improvviso interessato, «Marzio è scappato di nuovo al cantiere, poi torna tutto sporco». Sentì la risata allegra dell’amico e gli apparve nella mente con quel suo sorriso sbilenco per via dei denti un po’ storti.

«Ho detto che l’ho trovato… Il segnale che illumina il microfilm, intendo». Ernesto chiuse la porta alle sue spalle e andò a sedersi direttamente in salotto, sulla sua poltrona preferita. «E come l’hai scoperto?», gli chiese dimenticando all’improvviso che aveva fame e doveva mangiare. La settimana prima Bastiaan era ripartito per Ginevra, richiamato all’improvviso per una nuova ricerca importante.

«Qui al laboratorio hanno acceso il suo PC. Ma non hanno la password». Gli sentì dire. Lo immaginava dentro alla sfera del CERN, in un ufficio all’ultimo piano ad analizzare dati sulla super conduttività e la criogenia per l’elaborazione di ricerche e studi per l’energia nucleare.

La sera dell’Adventure Race l’olandese aveva ricevuto una strana offerta di lavoro. Era partito dubbioso, con la testa immersa in mille pensieri. Ernesto era rimasto a seguire le operazioni di salvataggio di Vincenzo che dalla cella aveva minacciato di vendicarsi, «Ve la farò pagare, vedrete. Non sono da solo, farete tutti una brutta fine, a partire da te, Alpino». Pizzagalli cancellò dalla mente l’immagine di Longo che cercava di gettarlo giù dal dirupo e si concentrò sulle parole dell’amico. «Hai trovato la password?» chiese curioso prima che Bastiaan chiedesse spiegazioni sullo strano silenzio.

«Certo! Per chi mi hai preso? La cosa interessante sai qual è? È collegato con il computer di Ancona. È acceso da dicembre, ho potuto risalire agli imput. Corrispondono tutti ai segnali che riceve il microfilm…», dal cellulare Alpino sentì una porta aprirsi e poi lo scambio di qualche parola in francese prima che Bastiaan tornasse al microfono. «Qua speravano di impossessarsi delle sue ricerche, non so di preciso chi tra i tre del settore energetico, ma sono rimasti molto delusi. Nel suo PC non c’è niente. È vuoto. Marzio non si fidava di nessuno, aveva preso ogni precauzione per non essere derubato della sua invenzione» Il tono di voce anche se basso era chiarissimo. «Per fortuna ha incontrato te». Poi cambiò tono e tornò ad essere pratico e veloce come suo solito.

«Mi sono collegato da questo PC al computer di Ancona per interrompere il segnale, e non ti ho ancora dato la notizia bomba», dal cellulare arrivavano i suoni dei tasti pigiati sulla tastiera e poi un suono lungo. «Fatto… Un momento! C’è qualcosa che non quadra…» respirò profondamente, «Ah! mi sono licenziato. Qui tutto è diverso, le persone, gli sguardi, i toni di voce, non ha più senso restare». Ernesto aspettava che l’amico lo ragguagliasse su cosa non quadrava, ma Bastiaan rimase in silenzio. «Ho parlato troppo in fretta, Alpino. Ti chiamo domani, ciao» e interruppe la comunicazione. Pizzagalli restò in apnea, «Bastiaan!?, Bastiaan mi senti?». Infine rifece il numero, occupato. Non restava che aspettare notizie.

La Caterina gli aveva preparato un pranzo leggero, attese un’ora e mezza dopo il pasto, indossò l’abbigliamento da corsa e partì in direzione del ruscello per allenarsi. Avrebbe gareggiato presto in Valle d’Aosta e il premio in palio era il formaggio, ma lui correva per superarsi, poi aveva promesso a Suter di andarlo a trovare. Purtroppo Vincenzo Longo per rubargli il tesserino lo aveva colpito con forza più volte, procurandogli una frattura alla nuca e alla mandibola. Non si sarebbe ripreso prima di due mesi. L’importante era stato trovarlo in tempo, prima che la gru a fianco al suo albergo sganciasse il peso. Suter era incastrato tra le travi di sostegno del cantiere e solo l’intuito di Novi lo aveva messo in salvo.

Dal cellulare giunse il messaggio di Bastiaan “Novità… ABC team di nuovo in missione” che stava per Alpino, Bastiaan e Cotton che avrebbero dovuto indagare su qualche nuova pista. L’aveva inventato l’olandese quel nome, quando a gennaio collaborava con Novi sulle indagini riguardanti il suo rapimento e condivideva con gli amici ogni particolare che gli tornava alla mente. Individuavano una traccia e facevano insieme le ricerche per risalire a eventi o persone a cui potevano collegarsi.

Accese il Garmin, selezionò il percorso e partì. «Guya!!», sentì gridare. Si girò, ma non vide nessuno. Chi poteva essere? Erano in pochi a conoscere il suo vero nome. Qualcosa dentro di sé gli disse che avrebbe dovuto aspettarsi nuove sorprese. Accelerò fino a sentire rompersi il fiato. Sarebbe stata una stagione entusiasmante.