Sfumature di perle


Micla vuole cucinare la zucca della zia, ma qualcuno deve sbucciarla per lei, il santissimo promette di farlo nel pomeriggio, ma qualcosa lo attira di più: perché il santissimo non conosce cartellini, orari di lavoro e mestieri. Se una cosa in casa è rotta, la regola è che prima l’aggiusta lui. Così, armato di tasselli, chiavi e completo da Mario Bros sale a rimontare il lavabo nel bagno di sopra.

È ora che Micla prepari la camera di SantoJo che torna tra due giorni, ma proprio nel mentre il santissimo chiede aiuto. Serve qualcuno che regga il lavabo mentre lui sotto, stringe il perno. Dieci minuti buoni a soffiare da fare invidia all’uragano Katrina e il santissimo decide di cercare una ferramenta.

E quando Micla si mette ai fornelli, tanto la zucca non gliela taglia nessuno, il santissimo dal piano di sopra chiama per chiudere l’acqua. La cena può attendere e mezz’ora dopo il santissimo poco convinto, chiama per riaprire. Scende in cucina e domanda pure cosa si mangia. «Zucca» dice lei.

«…A già», tentenna lui e poi, «vado a fare la doccia». A cena Micla gli mostra le mani ferite dal coltello per sbucciare la zucca più dura dei suoi polsi e il santissimo mostra le dita piene di tagli da sembrare una vittima sfuggita all’enigmista. Vince di nuovo lui perché fa più paura.

SantoTia appare e scompare sulla porta, in attesa che qualcuno gli dica che può sedersi, mangia, meglio, ingoia, si alza e annuncia che dopo la doccia uscirà. «Che ha fatto tutto il giorno?», chiede il santissimo. «È stato seduto davanti al computer a prendere appunti da una voce parlante che descriveva le cellule, roba così».

Il santissimo va dal barbiere e quando torna sembra un soldato di leva, Micla ha l’appuntamento dall’estetista, ma nel suo caso ci vuole l’esorcista. La Vale, Wonder Woman a forma di muffin, arriva con la sua bici elettrica come un’amazzone dopo aver fatto la super mamma nella pausa pranzo. Efficiente, veloce, pratica, corretta, onesta, dolcissima e geniale, Micla la vorrebbe in formato poket per migliorarle la giornata accaventiquattro.

E mentre il santissimo si abbandona sul divano, Micla gioca con le luci che cadono sul grigio perlato delle unghie, fino a quando una schifosissima cimice non appare sul pavimento. «Che schifo, buttala via…», si dispera cercando di attirare l’attenzione del marito. Il santissimo non reagisce. “Ma che fa, si finge morto?”.

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