Nostalgia del Natale


Pattines

Mila raggiunse trafelata la piazza con il suo nuovo zaino. Un mucchio di gente chiassosa gremiva l’ingresso della pista di ghiaccio. Superato il finto bosco che faceva da piedistallo all’abete splendidamente illuminato da migliaia di lucine bianche, si fece largo tra le persone avvolte nei loro pastrani e raggiunse Bea e Bella in fila al box.

Con il nasino all’insù e i grandi occhioni azzurri incantati sui palazzi rinascimentali decorati da centinaia di fiocchi di neve, quasi le cadde il basco che copriva i capelli biondi e sbarazzini. «Hai finito il tuo zaino!?  Diventerai una stilista famosissima», esclamò Bea ammirata.  

Ritirati i pattini, si gettarono in pista. Luca la raggiunse a sorpresa da dietro per farle uno scherzo. Con quella zazzera di capelli mori, gli occhi scuri nascosti dietro gli occhiali neri e un sorriso disarmante, per Mila era il più bello della scuola. Gli sorrise, allegra come sempre e lo spinse divertita a pattinare intorno al cuore rosso, al centro della pista.

Samantha era la solita ritardataria. Adorava farsi desiderare dalle due compagne che l’attendevano sedute sulla panchina del box. Notò Luca e Mila pattinare sorridenti, strinse i pugni e serrò la mandibola, poi raggiunse le altre,  scontrosa e di cattivo umore. Infilandosi i pattini, riconobbe lo zaino di Mila,  era in jeans e velluto rosso, con il nome dipinto su una tasca. Lo studiò infastidita, lasciandolo cadere con malcelata invidia, poi entrò in pista, desiderosa di togliersi quella strana rabbia che l’aveva colta all’arrivo. Urtò Mila di proposito percorrendo il primo giro di pista «Sei sempre tra i piedi», commentò sarcastica, vedendola per terra, intenta a massaggiarsi  il polso.

Mila si rialzò dolorante e tentò di riprendere la corsa, ma al termine del giro uscì sotto gli occhi di Luca amareggiato, che con rabbia cacciò Samantha vedendola avvicinarsi con aria innocente.

Il box era strapieno e Mila trovò le Converse a fiori e il giubbotto dopo una lunga ricerca, nascosti in mezzo a cose non sue, ma dello zaino neppure l’ombra. Agitata, senza chiave dello scooter, senza soldi e senza cellulare, si allontanò  piangente con il polso gonfio e dolorante. Riconobbe Luca a bordo pista che la cercava. «Mi hanno rubato lo zaino, se potessi ritrovarlo, mi faresti un grosso favore, Luca». Gli disse tentando di mostrarsi di buon umore come sempre. Lui non se lo fece ripetere due volte e corse in direzione del box intenzionato a mettere tutto sotto sopra o a scoprire chi l’avesse rubato, anche se sospettava che ci fosse lo zampino delle amiche di Samantha, le “due comari”, come le chiamava lui.

Seduta sulle scale del Palazzo Ducale, Mila si asciugò gli occhi con il polso sano. quello gonfio era bloccato da un tutore e per due settimane non avrebbe potuto né disegnare, né cucire. Luca al suo fianco cercava di rallegrarla, ma era triste quanto lei. Aveva aspettato inutilmente che il box si svuotasse e a malincuore aveva dovuto arrendersi e dirle che il suo amato zaino era scomparso. Poi si era offerto di accompagnarla a casa, ma lei era rimasta lì, sotto l’albero ad attendere qualcosa.

Preso dall’emozione, Luca la strinse a sé, ma vedendola sorpresa, abbassò gli occhi vergognoso ritirandosi. Mila, superata la timidezza, lo guardò negli occhi, luminosi come le stelle e lo baciò sulle labbra un tempo che sembrò infinito e dolcissimo.

Uno strano rumore li interruppe. Intorno, la piazza si riempì di enormi cristalli d’argento e oro, che vorticavano su se stessi. Scesero prima sulla la pista a cuore, poi intorno a Mila e Luca per posarsi infine sull’albero di Natale. La luce sfumata di una stella si avvicinava dalla via del parco insieme al calpestio di zoccoli. In sottofondo le note musicali spente ormai da ore, riecheggiarono ovunque. Mila eccitata strinse la mano di Luca ed entrambi si ritrovarono all’improvviso ai piedi dell’abete, seduti su un tronco basso. Avvolto in una nuvola soffice di stelline e neve, un cucciolo di daino si avvicinava piano. Aveva uno sguardo tenero e luminoso, le corna corte come tappi di sughero, il musetto umido e il manto sfumato. I ragazzi, già incantati dalla magia che stavano vivendo, rimasero affascinati dalla dolcissima bestiola.

D’un tratto tutto sparì come in un sogno, le stelline, i cristalli, la musica e il daino se n’erano andati via. «Guarda Mila! Il tuo zaino!». Esclamò esterrefatto Luca, guardando in alto. Lo vide incastrato tra i rami, così nascosto che era impossibile vederlo, tranne che da lì. Salì a prenderlo, incastrandosi tra luci, fili e aghi del grande abete. Con un salto, fu di nuovo a terra.

«Ti chiamo domani». Disse lei salutandolo davanti a casa dopo che Luca l’aveva accompagnata.

«Ti voglio bene». Disse lui, «Buon Natale». E partì verso la notte stellata con il cuore colmo di felicità.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Stefano Ligorio ha detto:

    Buone feste…

    "Mi piace"

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