Una Donna – Febbraio


Ho aperto un conto in banca e mentre firmavo tutti quei fogli, mi si appannavano gli occhi per l’emozione. Dovevo versare il mio primo assegno. L’ufficio del personale mi ha chiesto l’Iban e ho dovuto dire che non l’avevo. Si sono guardate quelle due impiegate, come se avessi detto che volevo essere pagata in lingotti d’oro. Non ce l’avevo un conto, fino a quel momento non ne avevo avuto il bisogno. Non era la prima volta che andavo in una banca. Per anni ho versato e pagato per mio marito, entravo e uscivo come tutti. Né ricca né povera. Questa volta sono entrata per me. È un’altra cosa.

Allo shop office di Villa Borghese ci sono le scolaresche che toccano tutto, le insegnanti già sono stanche che li lasciano li, tanto non si fanno male. Qualcuno guarda, tanti vorrebbero portare a casa un ricordo, il pensiero per la nonna o la mamma, qualcuno ruba. E io non mi faccio fregare. Così la responsabile mette sempre me quando ci sono i ragazzini. So tutto di come si ruba.

Dalla signora Paola vado un giorno in meno. Sono sempre di corsa, ho poco tempo per chiacchierare. Un piatto di pasta, riordino e mi preparo. Tra metropolitana e strada fino al Pincio perdo quasi venti minuti. Indosso la divisa e sono già le tre del pomeriggio, alle sette stacco, faccio la spesa e la sera un po’ di TV, un libro, chiudo con un bicchiere di vino alla finestra. Brindo alla mia salute.

Il giovedì però vado a camminare sul lungotevere, visito un museo e mangio una pizza. Una sera ci ho portato mio marito. È arrivato con i fiori. Un suggerimento di sua madre. Anvedi! Ha capito che senza di me si sta peggio, ma è troppo tardi, bella! La Germana si è svegliata… Lui per una volta non ha fatto il prepotente, mi ha lasciato scegliere, mi ha portato i saluti dei vicini, ha detto solo cose carine e ha ascoltato. Ho pagato io perché ci tenevo a fargli vedere che usavo il bancomat e non ha protestato, abbiamo passeggiato e mi ha riaccompagnato a casa. Ha tentennato per l’imbarazzo. Un bacio sulla guancia e la buona notte. Non sapeva di grasso di officina, anzi aveva addosso una buona colonia.

Ho avuto paura che me lo rubi un’altra.

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