Appunti di viaggio

Emrin Sokolovic è un poeta che vive nei Balcani, nato in una terra che oggi non esiste, cittadino del mondo perché casa sua non gli appartiene ma gli è imposta. È a Pesaro con Paolo Maria Rocco ed io sono qui ad ascoltare il suo messaggio, in una lingua sconosciuta che mi suona dolce nonostante…

Fuori misura

Lo osservo con la coda dell’occhio. Sta in piedi davanti alla cassa della caffetteria in uno spazio che, ridotto per chiunque, per lui diventa strettissimo vista la mole. Occupa con il suo corpo tutta la circonferenza dell’angolo del bar. L’addome prominente e l’alta statura lo fanno apparire un gigante dentro una casa di bambole. Raggiunge…

Perché

Rientri a casa raggiante e allegra, affronti la strada e le curve sorridendo dopo aver partecipato ad un evento piacevole con le tue amiche e ti accorgi di aver turbato l’altra metà del tuo cielo che ora è funesta e minaccia tempesta perché non avevi afferrato che la tua serata programmata ha generato per giorni…

E vissero felici

Aristide correva sulla sua lambretta blu. Era diretto a Rimini come ogni mattina per lavorare alle cucine dell’hotel Excelsior. Era bravissimo a pulire il pesce e ai parenti aveva detto che le sogliole si facevano pulire solo da lui, perché aveva le mani d’oro. I parenti li aveva visti tutti allo sposalizio un anno prima…

Scivolo virtuale

Avviò il suo pc quando ancora non erano le sette. Si era alzata all’alba e non si può dire che avesse dormito bene. La sera prima aveva faticato a prender sonno e solo dopo la mezzanotte si era addormentata. Lo sa con certezza perché l’ultima volta che aveva guardato il cellulare era passata già da…

Burlesque

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Resto aggrappata a questa giornata con le unghie deboli e fragili che non hanno mai imparato ad afferrare e stringere tra le mani quel che voglio e quel che mi piace, così ché questo momento lo trattengo a stento, tentando di non farlo inghiottire dal tramonto e dall’ombra della…

Sopravvissuta

E se n’è andato così, voltandosi e camminando lungo il marciapiede, mostrandomi la schiena, senza girarsi mai ed io sono rimasta li, ferma a guardarlo senza dire una parola, senza chiamarlo, senza tremare, senza pensare. Guardavo lui e aspettavo il momento in cui si sarebbe girato perché ero certa che l’avrebbe fatto. Tutti si voltano…

Signori venghino

Mi è tornata alla mente un’immagine di tantissimi anni fa, quando ero bambina e mio padre ci portava al Lunapark. Ce n’era uno a Miramare, vicino Rimini. Era grandissimo e molto illuminato. Aveva le montagne russe, l’otto volante, le autoscontro, i dischi volanti, le bancarelle con i fucili e i palloncini, le vasche con le…

Eccessi

Sono seduta vicino ad un lampadario vivente questa sera. Il mio tavolo e il suo al ristorante sono quasi attaccati. Posso osservarla mentre cena ed io invece aspetto che la cameriera raccolga l’ordinazione. La testa è un casco biondo platino, la montatura degli occhiali di color fragola, brilla dei riflessi della luce proveniente dal soffitto….

Pasticceria rococò

Giorgia aveva assolutamente bisogno di premiarsi. Come ogni mese era stata dalla dietologa e il suo peso scendeva regolarmente di qualche etto. Vicino allo studio medico c’era una pasticceria tradizionale. La vetrina era la stessa da trent’anni, l’insegna illuminata al neon era sottile con un font simile a quello anni cinquanta. Le lettere C avevano…